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	<title>Web Marketing Lab &#187; Web Marketing</title>
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	<description>Laboratorio Web Marketing di Mattia Ragni</description>
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		<title>I Rischi del Web Marketing Fai da Te – Terza Parte</title>
		<link>http://www.wmlab.it/2011/04/04/rischi-dell-email-marketing-fai-da-te/</link>
		<comments>http://www.wmlab.it/2011/04/04/rischi-dell-email-marketing-fai-da-te/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2011 16:32:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Ragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[E-mail Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Email Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da Te]]></category>

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		<description><![CDATA[Terza ed ultima parte del Post dedicato ai “Rischi del Web Marketing Fai da Te“. Dopo aver trattato i principali rischi del Fai da Te in ambito Search Marketing e Social Media Marketing, concludo con l&#8217;Email Marketing e la Web Analytics. Email Marketing Il primo rischio connesso alle attività di Email Marketing Fai da Te [...]<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/04/04/rischi-dell-email-marketing-fai-da-te/">I Rischi del Web Marketing Fai da Te – Terza Parte</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-766" title="Web Marketing Fai da Te" src="http://www.wmlab.it/wp-content/uploads/2011/03/web-marketing-fai-da-te1.jpg" alt="" width="135" height="135" />Terza ed ultima parte del Post dedicato ai “<strong>Rischi del Web Marketing Fai da Te</strong>“.</p>
<p>Dopo aver trattato i principali rischi del Fai da Te in ambito <a href="http://www.wmlab.it/2011/03/08/rischi-del-web-marketing-fai-da-te/">Search Marketing</a> e <a href="http://www.wmlab.it/2011/03/28/rischi-del-social-media-marketing-fai-da-te/">Social Media Marketing</a>, concludo con l&#8217;<strong>Email Marketing</strong> e la <strong>Web Analytics</strong>.</p>
<p><span id="more-765"></span></p>
<h4>Email Marketing</h4>
<p>Il <strong>primo rischio</strong> connesso alle attività di <strong>Email Marketing Fai da Te</strong> in ambito aziendale, è quello di non fare Email Marketing, ma di fare <strong>Spam</strong> ;-)</p>
<p>Esiste per fortuna una normativa che impone l&#8217;invio di email commerciali solo a chi ne ha fatto espressamente richiesta. Inviare quindi centinaia di email non richieste, ad indirizzi recuperati in Rete, oltre ad essere piuttosto illegale, farà percepire le comunicazioni dell&#8217;azienda esattamente allo stesso livello delle fastidiose email di Spam.</p>
<p>Il <strong>secondo rischio</strong>, è quello di fare Email Marketing utilizzando <strong>strumenti inadeguati</strong>: un conto è utilizzare il proprio client di posta per le normali comunicazioni via email, tutt&#8217;altro conto è utilizzarlo per l&#8217;invio massivo di comunicazioni ad utenti e clienti.</p>
<p>Non c&#8217;è peggior soluzione Fai da Te, dell&#8217;invio di svariate decine di email commerciali, mantenendo tutti gli indirizzi dei contatti in chiaro nel campo CC.</p>
<p><strong>Terzo rischio</strong>, non effettuare<strong> invii di Test</strong> e supporre che l&#8217;email inviata venga visualizzata correttamente da tutti i contatti.</p>
<p>Se già realizzare siti web compatibili con i principali Browser (compresi quelli datati), non è semplice, realizzare Email perfettamente compatibili con i principali <strong>Client di Posta</strong> (Microsoft Outlook 2003, Microsoft Outlook 2007, Microsoft Outlook 2010, Microsoft Outlook Express, Windows Mail, Windows Live Mail, Mozilla Thunderbird, Apple Mail&#8230;) e le principali <strong>Web Mail</strong> (Gmail, Yahoo!, Live, Virgilio, Alice, Tiscali, Libero&#8230;) è ancora più complicato.</p>
<p>Come si può quindi sperare che un <strong>template di un&#8217;email</strong> realizzato in autonomia, utilizzando il proprio client di posta o peggio Microsoft Word, possa essere visualizzato correttamente con svariati Client di Posta e numerose Web Mail, senza aver prima effettuato un invio di test ad ognuna di queste applicazioni?</p>
<p>Il <strong>quarto rischio</strong>, è quello di <strong>non personalizzare e profilare</strong> adeguatamente le comunicazioni, utilizzando per ogni invio un unico ed indifferenziato elenco di contatti.</p>
<p>Il mancato utilizzo di un Database di contatti profilabili in base a diversi fattori (ed esempio: tipologia di cliente, argomenti di interesse, zona geografica) aumenta considerevolmente il rischio di inviare comunicazioni di scarso interesse per una parte dei destinatari.</p>
<p>Giusto per citare due esempi: inviti last minutes per eventi locali, inviati anche a clienti distanti centinaia di Km, o in ambito turistico, proposte soggiorno per weekend romantici inviate anche agli organizzatori di meeting e congressi.</p>
<p>U<strong>ltimo rischio</strong> dell&#8217;approccio Fai da Te, pensare che le attività di Email Marketing si concludano con l&#8217;invio delle email, ignorando la possibilità, o meglio la necessità, di monitorare le statistiche relative ad ogni invio.</p>
<p>Statistiche che consentono di monitorare l&#8217;andamento di ogni spedizione, evidenziando problemi di spedizione/ricezione (email non consegnate), o eventuali errori di comunicazione (email recapitate ma non aperte, link all&#8217;interno delle email ignorati dagli utenti).</p>
<hr />
<h4>Web Analytics</h4>
<p>Il rischio più grande connesso al <strong>Fai da Te in ambito Web Analytics</strong>, è quello di ignorarne completamente l&#8217;esistenza. Ho visto siti aziendali senza uno strumento o una piattaforma attiva, o situazioni non meno drammatiche dove lo strumento c&#8217;era, ma nessuno si era mai preoccupato di ricordarsi (o di farsi dare) le credenziali per accedervi.</p>
<p>Il<strong> secondo rischio</strong> è quello di avere uno strumento di monitoraggio attivo, ma configurato o implementato in modo scorretto, magari con il codice di tracciamento non presente in tutte le pagine del sito.</p>
<p>In questi casi, il problema è facilmente individuabile quando lo strumento non raccoglie alcun dato, ma quando lo strumento raccoglie dati solo parziali o sfalsati, inutili e fuorvianti ai fini di una corretta analisi, l&#8217;individuazione del problema in autonomia diventa più difficoltosa.</p>
<p>Il <strong>terzo rischio</strong> è quello di misurare solo gli aspetti più superficiali del traffico web, limitandosi nella maggior parte dei casi al numero di visitatori e ignorando altri aspetti più importanti (sorgenti di traffico, parole chiave, pagine di ingresso e di uscita, percorsi di navigazione, traffico per pagina e tassi di abbandono&#8230;).</p>
<p>Nell&#8217;<strong>approccio Fai da Te</strong>, viene inoltre quasi sempre ignorata la possibilità (e di conseguenza l&#8217;utilità), di monitorare e analizzare informazioni molto più strategiche, come <strong>Conversioni</strong> e <strong>Azioni Rilevanti</strong>, che permettono di misurare concretamente l&#8217;andamento dei un sito web e l&#8217;effettivo ritorno delle diverse attività di web marketing.</p>
<p><strong>Ultimo rischio</strong>, quello di non aver tempo per consultare i dati con la dovuta frequenza.</p>
<p>Se è vero che la <strong>Web Analytics</strong> permette di evidenziare criticità e opportunità di miglioramento, consentendo di intraprendere tempestive azioni correttive o migliorative, è anche vero che scoprire queste informazioni con mesi (e mesi) di ritardo, ne riduce drasticamente l&#8217;utilità.</p>
<hr />
<p>Si conclude con quest&#8217;ultima parte il lungo post dedicato ai rischi del <strong>Web Marketing Fai da Te</strong>, con la speranza di essere riuscito quantomeno a sollevare qualche dubbio a chi si accinge ad improvvisare attività di Web Marketing in ambito aziendale ;-)</p>
<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/04/04/rischi-dell-email-marketing-fai-da-te/">I Rischi del Web Marketing Fai da Te – Terza Parte</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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		<title>I Rischi del Web Marketing Fai da Te – Seconda Parte</title>
		<link>http://www.wmlab.it/2011/03/28/rischi-del-social-media-marketing-fai-da-te/</link>
		<comments>http://www.wmlab.it/2011/03/28/rischi-del-social-media-marketing-fai-da-te/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2011 07:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Ragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da Te]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[Twitter]]></category>

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		<description><![CDATA[Seconda parte del Post dedicato ai &#8220;Rischi del Web Marketing Fai da Te&#8220;. Dopo aver trattato nella prima parte i principali rischi in ambito Search Engine Optimization e Keyword Advertising, passiamo al Social Media Marketing. Social Media Marketing Il primo rischio connesso al “Social Media Marketing Fai da Te” in ambito aziendale, è quello di [...]<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/03/28/rischi-del-social-media-marketing-fai-da-te/">I Rischi del Web Marketing Fai da Te – Seconda Parte</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-767" title="Social Media Marketing Fai da Te" src="http://www.wmlab.it/wp-content/uploads/2011/03/web-marketing-fai-da-te-1.jpg" alt="" width="135" height="124" />Seconda parte del Post dedicato ai &#8220;<strong>Rischi del Web Marketing Fai da Te</strong>&#8220;.</p>
<p>Dopo aver trattato nella <a href="http://www.wmlab.it/2011/03/08/rischi-del-web-marketing-fai-da-te/">prima parte</a> i principali rischi in ambito Search Engine Optimization e Keyword Advertising, passiamo al <strong>Social Media Marketing</strong>.</p>
<p><span id="more-763"></span></p>
<h4>Social Media Marketing</h4>
<p>Il <strong>primo rischio</strong> connesso al “<strong>Social Media Marketing Fai da Te</strong>” in ambito aziendale, è quello di &#8220;buttarsi&#8221; nei Social Network senza una strategia ben definita e senza aver valutato attentamente costi e risorse necessarie.</p>
<p>La mancanza di una strategia porta spesso all&#8217;apertura di un nuovo canale di comunicazione unidirezionale, dove nella migliore delle ipotesi verranno replicati in toto contenuti già presenti sul sito web aziendale, dove non verrà dato alcun valore aggiunto rispetto ai canali già esistenti, e dove le persone non verranno coinvolte.</p>
<p><strong>Sottovalutare costi e risorse</strong> (economiche e umane) necessarie per la gestione dei canali, porta invece spesso al completo abbandono dei Social Network dopo l&#8217;entusiasmo iniziale, cala la frequenza di aggiornamento dei contenuti, le richieste degli utenti restano senza risposta, ed iniziano a proliferare messaggi di Spam nella bacheca che nessuno rimuove.</p>
<p>Non è possibile pensare di delegare la gestione dei canali e della relazione con Fan e Follower, alla segretaria/stagista &#8220;visto che, già passa tutto il giorno in Facebook&#8221; (a chattare con le amiche, non certo a gestire relazioni aziendali&#8230;) o al cugino adolescente esperto di Social Network (massimo esperto di Netlog e Badoo&#8230;).</p>
<p>Se da un lato è vero che aprire una <strong>Pagina Facebook</strong> o un <strong>account Twitter</strong> è assolutamente gratuito, è altrettanto vero che gestire adeguatamente i canali richiede delle competenze e comporta dei costi (anche solo in termini di tempo) che vanno attentamente valutati, e che non possono trovare una soluzione nell&#8217;improvvisazione del fai da te.</p>
<p>Il <strong>secondo rischio</strong> è quello di approcciare i Social Media <strong>senza conoscere</strong> gli <strong>strumenti</strong> e le <strong>regole</strong> proprie dei diversi canali.</p>
<p>Esiste ancora chi, forte dell&#8217;esperienza nell&#8217;utilizzo personale di Facebook, apre un <strong>Profilo Facebook Personale per l&#8217;azienda</strong>, ignorando completamente l&#8217;esistenza di strumenti più adeguati.</p>
<p>Un&#8217;azienda con un profilo personale che richiede l&#8217;amicizia ai propri clienti/conoscenti, oltre a non rispettare le policies di Facebook, non rispetta a mio avviso neanche le persone a cui chiede l&#8217;amicizia.</p>
<p>Per quale motivo dovrei accettare l&#8217;amicizia di un&#8217;azienda, dandole libero accesso a tutte le informazioni personali del mio profilo Facebook, come fosse un mio amico? A maggior ragione, se ignoro completamente quale persona, o addirittura quali e quante persone, stiano realmente gestendo quel <strong>finto profilo personale</strong>.</p>
<p>Anche nell&#8217;utilizzo di strumenti come <strong>Twitter</strong>, che possono sembrare meno complessi, la scarsa conoscenza delle regole può portare ad un utilizzo poco professionale del canale.</p>
<p>Ho visto account Twitter aziendali dove non vengono rispettate neanche le regole più basilari, con Tweet superiori ai 140 caratteri contenenti url di approfondimento non &#8220;accorciate&#8221; e sistematicamente troncate (quindi inutilizzabili), oppure con funzionalità quali Reply, Mention, Hashtag e Retweet utilizzate in modo scorretto, o completamente ignorate.</p>
<p>Spesso invece l&#8217;<strong>account Twitter</strong> aziendale viene utilizzato (per comodità) in modo completamente automatizzato e passivo, con contenuti fatti rimbalzare da <strong>Pagine Facebook</strong> o <strong>Feed RSS</strong>, spesso con frasi troncate in malo modo (perchè superiori ai 140 caratteri) o con messaggi privi di significato in quanto erano destinati alla pubblicazione su altri canali.</p>
<p>Se un&#8217;azienda non ha tempo di utilizzare adeguatamente più canali, è meglio che si limiti ad utilizzarne solo alcuni in modo corretto, piuttosto che &#8220;gestirne&#8221; diversi in modo passivo, replicando in automatico gli stessi contenuti.</p>
<p>Il <strong>rischio più grande</strong> però, resta a mio avviso connesso alla scarsa capacità di gestione di richieste di informazioni o peggio, di eventuali critiche e lamentele.</p>
<p>All&#8217;interno dei Social Network, le <strong>richieste</strong> ed in particolare le <strong>lamentele</strong>, richiedono un&#8217;attenzione e una tempestività di risposta decisamente superiori rispetto agli altri canali istituzionali online, per un semplice motivo&#8230; sono <strong>pubbliche</strong> e <strong>visibili a chiunque</strong>: clienti, prospect, dipendenti, management, fornitori, ed anche ai concorrenti più attenti.</p>
<p>L&#8217;azienda non può permettersi di mostrare a tutti la propria <strong>inefficienza nel gestire le relazioni </strong>attraverso i Social Media, lasciando inevase troppo a lungo le richieste di informazioni, ma soprattutto non può permettersi di rendere pubblica la scarsa capacità di gestire le criticità, non rispondendo rapidamente ed in modo corretto (e trasparente) ad eventuali critiche o lamentele.</p>
<p>Se un&#8217;azienda già non riesce a gestire adeguatamente e con tempestività queste criticità offline e attraverso i canali online istituzionali, come può pensare di aprire e gestire in autonomia ulteriori canali di comunicazione, dove questa inefficienza sarà sotto gli occhi di tutti?</p>
<p>A differenza dei rischi esposti nella <a href="../2011/03/08/rischi-del-web-marketing-fai-da-te/">prima parte</a> del post, non si rischia solo di non ottenere risultati o di buttare soldi&#8230; il fai da te e l&#8217;improvvisazione nel <strong>Social Media Maketing</strong> possono generare seri danni di immagine, spesso gravi e di difficile gestione e risoluzione.</p>
<hr />
<p>Anche in questo caso, se avete Case History o esperienze indirette in materia (di bricolage), condividetele pure nei commenti :-)</p>
<p>Nella <a href="http://www.wmlab.it/2011/04/04/rischi-dell-email-marketing-fai-da-te/">terza parte del post</a>, i rischi del Fai da Te nell&#8217;<strong>Email Marketing</strong> e nella <strong>Web Analytics</strong>.</p>
<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/03/28/rischi-del-social-media-marketing-fai-da-te/">I Rischi del Web Marketing Fai da Te – Seconda Parte</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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		<item>
		<title>I Rischi del Web Marketing Fai da Te &#8211; Prima parte</title>
		<link>http://www.wmlab.it/2011/03/08/rischi-del-web-marketing-fai-da-te/</link>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 07:52:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Ragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Search Engine Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Fai da Te]]></category>
		<category><![CDATA[SEM]]></category>
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		<description><![CDATA[Sempre più spesso mi sento dire o chiedere se le attività di Web Marketing per progetti aziendali, debbano necessarie essere pianificate e gestite da professionisti e non possano più semplicemente essere gestite comodamente in modalità &#8220;Fai da Te&#8220;. Leggermente provato dalla crescente attitudine all&#8217;improvvisazione, provo a cimentarmi nell&#8217;arduo compito di evidenziare alcuni dei principali rischi [...]<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/03/08/rischi-del-web-marketing-fai-da-te/">I Rischi del Web Marketing Fai da Te &#8211; Prima parte</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-743" title="Web Marketing Fai da Te" src="http://www.wmlab.it/wp-content/uploads/2011/02/web-marketing-fai-da-te.jpg" alt="" width="135" height="124" />Sempre più spesso mi sento dire o chiedere se le <strong>attività di Web Marketing</strong> per progetti aziendali, debbano necessarie essere pianificate e gestite da professionisti e non possano più semplicemente essere gestite comodamente in modalità &#8220;<strong>Fai da Te</strong>&#8220;.</p>
<p>Leggermente provato dalla crescente attitudine all&#8217;improvvisazione, provo a cimentarmi nell&#8217;arduo compito di evidenziare alcuni dei principali rischi connessi all&#8217;approccio &#8220;Fai da Te&#8221; al Web Marketing, con l&#8217;ambizioso obiettivo di far riflettere le persone prima che intraprendano azioni che possano generare scarsi ritorni o causare addirittura danni.</p>
<p><span id="more-742"></span></p>
<p>Viste la tematiche trattate, meglio prima tutelarsi con le dovute precauzioni ;-)</p>
<blockquote><p>Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Tutte le idee e le opinioni espresse in questo post rappresentano il solo pensiero dell&#8217;autore e non quello di aziende o persone citate.</p></blockquote>
<p>Procediamo quindi con i principali rischi connessi ai diversi ambiti di intervento.</p>
<hr />
<h4>Posizionamento nei Motori di Ricerca</h4>
<p>Il <strong>primo rischio</strong> connesso al &#8220;<strong>SEO Fai da Te</strong>&#8221; è quello di ignorare l&#8217;utilità e le vere potenzialità di una corretta attività di Posizionamento.</p>
<p>Non è la prima volta purtroppo che cercano di convincermi della totale inutilità di un intervento SEO con la frase:</p>
<blockquote><p>Se cerco il nome della mia azienda in Google, sono già in prima pagina</p></blockquote>
<p>Complimenti! E chi non conosce l&#8217;azienda come fa a trovarla? ;-)</p>
<p>Il <strong>secondo rischio</strong> è quello di sottovalutare la reale complessità della materia, esistono ancora persone convinte che l&#8217;attività di SEO possa limitarsi al semplice inserimento di &#8220;qualche&#8221; Parola Chiave all&#8217;interno del sito, oppure che sia sufficiente focalizzare i propri sforzi su piccoli interventi (completamente ininfluenti in termini di posizionamento), trascurando invece gli aspetti veramente critici e strategici:</p>
<blockquote><p>Ho già messo le (Meta) Keyword in tutto il sito!</p></blockquote>
<p>Non importa se il sito sia strutturato interamente a Frame, con un menu in Flash e un bel <em>noindex</em> nell&#8217;Head di tutte le pagine ;-)</p>
<p>Sebbene i primi due approcci possano al massimo comportare l&#8217;assenza di risultati (magra consolazione&#8230;), l&#8217;<strong>atteggiamento peggiore</strong> resta a mio avviso quello di chi, dopo aver letto velocemente qualche post (non importa se datato o scritto da un quattordicenne) si diverte a sperimentare &#8220;trucchi e tecniche&#8221; (meglio se deprecate da anni)&#8230; guadagnandosi una meritata penalizzazione (o completa esclusione) da parte dei Motori di Ricerca.</p>
<hr />
<h4>Campagne di Keyword Advertising</h4>
<p>Anche le attività di <strong>Keyword Advertising</strong> non sono esenti dalla gestione &#8220;Fai da Te&#8221;, sebbene il fatto che si debbano spendere dei soldi limiti per fortuna tale approccio.</p>
<p>Sfortunatamente, c&#8217;è chi sostiene che sia sufficiente scegliere un paio di parole chiave (più sono generiche, meglio è&#8230;) e &#8220;pagare Google&#8221;, per attivare campagne di successo ed ottenere risultati.</p>
<p>Il rischio più immediato (e concreto) è quello di buttare inutilmente i soldi, acquistando Parole Chiave troppo generiche che, a fronte di Costi Per Click stratosferici e Annunci di bassa qualità, portano traffico non targettizzato a pagine di destinazione non ottimizzate, che guarda caso&#8230; non generano alcuna Conversione.</p>
<p>Un altro rischio consiste nell&#8217;attivare le campagne per poi abbandonarle a se stesse, trascurando l&#8217;estrema utilità delle attività di monitoraggio e gestione, che se non vengono effettuate con l&#8217;adeguata frequenza, rischiano di lasciar lievitare le inefficienze delle campagne riducendone di giorno in giorno il ritorno sugli investimenti.</p>
<p>Oltre al rischio meramente economico, anche in questo caso si rischia di non comprendere le effettive potenzialità dello strumento, escludendo a priori la pianificazione di nuove campagne solo perchè le precedenti, gestite in autonomia, non hanno portato i risultati sperati.</p>
<hr />
<p>A breve, la <a href="http://www.wmlab.it/2011/03/28/rischi-del-social-media-marketing-fai-da-te/">seconda parte</a> del post con i rischi del &#8220;Fai da Te&#8221; negli altri ambiti del Web Marketing.</p>
<p>Se avete Case History o esperienze indirette in materia (di bricolage), non siate timidi e condividetele pure nei commenti :-)</p>
<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/03/08/rischi-del-web-marketing-fai-da-te/">I Rischi del Web Marketing Fai da Te &#8211; Prima parte</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Web Marketing Non Convenzionale per i Caraibi Francesi</title>
		<link>http://www.wmlab.it/2011/02/07/scappa-ai-caraibi/</link>
		<comments>http://www.wmlab.it/2011/02/07/scappa-ai-caraibi/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 Feb 2011 08:10:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Ragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità e Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Non Convenzionale]]></category>
		<category><![CDATA[Viral]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi segnalo un’iniziativa di Web Marketing Non Convenzionale, che ho recentemente ideato per promuovere Guadalupa e Martinica, due territori dei Caraibi Francesi. L&#8217;iniziativa, parte di una campagna di Web Marketing commissionata dall&#8217;Ente Nazionale Francese per il Turismo, è stata sviluppata da Wave Group (azienda in cui lavoro) e pubblicata nei primi giorni di Febbraio. L&#8217;idea [...]<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/02/07/scappa-ai-caraibi/">Web Marketing Non Convenzionale per i Caraibi Francesi</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-728" title="Logo Scappa ai Caraibi" src="http://www.wmlab.it/wp-content/uploads/2011/02/scappaaicaraibi_logo.jpg" alt="Scappa ai Caraibi" width="135" height="90" />Vi segnalo un’iniziativa di <strong>Web Marketing Non Convenzionale</strong>, che ho recentemente ideato per promuovere <strong>Guadalupa</strong> e <strong>Martinica</strong>, due territori dei <strong>Caraibi Francesi</strong>.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, parte di una campagna di Web Marketing commissionata dall&#8217;<strong>Ente Nazionale Francese per il Turismo</strong>, è stata sviluppata da <strong>Wave Group</strong> (azienda in cui lavoro) e pubblicata nei primi giorni di Febbraio.</p>
<p><span id="more-727"></span></p>
<p>L&#8217;idea è nata dall&#8217;esigenza del cliente che, ad affiancamento di attività di <strong>Web Marketing</strong> più &#8220;tradizionali&#8221;, ha richiesto anche un&#8217;iniziativa meno convenzionale, in grado di coinvolgere maggiormente le persone e di diffondersi in modo virale, senza però trascurare gli obiettivi principali dell&#8217;intera campagna:</p>
<ul>
<li>incrementare la notorietà in Rete di Guadalupa, Martinica e dei Caraibi Francesi</li>
<li>comunicare i numerosi plus delle due regioni in questo periodo dell&#8217;anno</li>
<li>veicolare traffico verso i siti ufficiali degli enti turistici delle due regioni</li>
</ul>
<p>Da queste premesse sfidanti (come riuscire a coinvolgere e al contempo informare le persone?), dopo giorni (e qualche notte&#8230;) di riflessioni ecco l&#8217;idea, concretizzata e sviluppata in tempi record con il prezioso supporto dei colleghi.</p>
<p>Fare leva sul tipico stress lavorativo, enfatizzato dal recente rientro dalle festività natalizie, per invitare le persone a valutare con un <strong>Test</strong> se fosse arrivato il momento di <strong>mollare tutto</strong> e <strong>scappare ai Caraibi</strong>.</p>
<p><a href="http://www.scappaaicaraibi.com" target="_blank"><img class="aligncenter size-full wp-image-732" title="Banner Scappa ai Caraibi" src="http://www.wmlab.it/wp-content/uploads/2011/02/banner_scappa_ai_caraibi1.jpg" alt="Banner Scappa ai Caraibi" width="565" height="70" /></a></p>
<p>Sul sito <a href="http://www.scappaaicaraibi.com/" target="_blank"><strong>ScappaAiCaraibi.com</strong></a> è stato pubblicato il <strong>Test</strong> che, attraverso una serie di domande divertenti, consente all&#8217;utente di valutare il proprio bisogno di abbandonare la monotonia ed i problemi della propria vita lavorativa, per fuggire (almeno con la fantasia) verso destinazioni più accoglienti nei <strong>Caraibi Francesi</strong>.</p>
<p>Ma com&#8217;è stato possibile attraverso un semplice Test: coinvolgere le persone, stimolare la condivisione, incrementare la notorietà delle due regioni, comunicarne i principali plus e veicolare traffico ai siti ufficiali degli enti turistici?</p>
<p>Non vi resta che <strong><a href="http://www.scappaaicaraibi.com" target="_blank">iniziare il test</a></strong> per trovare la risposta ;-)</p>
<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2011/02/07/scappa-ai-caraibi/">Web Marketing Non Convenzionale per i Caraibi Francesi</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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		<title>Nasce Web Marketing Lab</title>
		<link>http://www.wmlab.it/2009/10/31/nasce-web-marketing-lab/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 08:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mattia Ragni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce ufficialmente Web Marketing Lab, Blog e laboratorio personale. Uno spazio nella Rete dove poter fissare e condividere riflessioni, esperienze e soprattutto la passione per tutto quello che orbita attorno al Web ed in particolare al Web Marketing. Nasce Web Marketing Lab Post pubblicato su: Web Marketing Lab<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2009/10/31/nasce-web-marketing-lab/">Nasce Web Marketing Lab</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce ufficialmente Web Marketing Lab, Blog e laboratorio personale.</p>
<p>Uno spazio nella Rete dove poter fissare e condividere riflessioni, esperienze e soprattutto la passione per tutto quello che orbita attorno al Web ed in particolare al Web Marketing.</p>
<p><p><a href="http://www.wmlab.it/2009/10/31/nasce-web-marketing-lab/">Nasce Web Marketing Lab</a></p>

Post pubblicato su: <a href="http://www.wmlab.it">Web Marketing Lab</a></p>
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